booklover:qtina:marchelinn:{via} Mandee Rae


bright sun .. :)

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bright sun .. :)

posted on 21.11.09

“In fondo, l’unica ragione perché si pensa sempre al proprio io è che col nostro io dobbiamo stare più continuamente che non con chiunque altro.”

— Cesare Pavese (via combinazionialeatorie) (via clairefisher)

posted on 21.11.09

“Davvero hai questa impressione? Che io sia arrivato improvvisamente, di corsa, ti abbia ficcato in mano l’estremità di una fune e abbia detto: reggila?
C’è un solo, piccolo errore: dici che non sei sicura di come sia riuscito a convincerti, o perlomeno a far nascere dentro di te il dubbio che, se mollerai quella fune, io cadrò. Ma non è una fune, Myriam: è a malapena uno spago, una ragnatela di parole e, se mollerai, io cadrò.”

— David Grossman, Che tu sia per me il coltello

posted on 21.11.09

“Raccomando ai miei familiari e amici di non perder tempo a difendere la mia memoria, a correggere giudizi o interpretazioni che riguardano la mia vita e i miei scritti, per quanto ingiusti o di malafede possano essere. Ho vissuto semplicemente, senza ambizioni o vanità, senza perseguire alcun vantaggio personale: chi non ha voluto accorgersene, chi si è sentito ferito dalle cose vere che ho detto e ha fanaticamente reagito, non sarà mai in grado di ravvedersene. Ma alla distanza, i miei allarmi, le mie constatazioni e contestazioni, suoneranno sempre più di verità. Di questa piccola immortalità - nel senso che andrà, anche se di poco, al di là della mia morte - sono certo.”

— Dalla lettera-testamento di Leonardo Sciascia ai familiari (via pensierispettinati) (via curiositasmundi) (via mnemonia)

posted on 21.11.09

clairefisher:outer: caande: kari-shma: (via Džesika Devic)

posted on 21.11.09

lareglisse:clairefisher:lotusohm: bugseatbooks: annahinks:
Le fabuleux destin d’Amélie Poulain (2001)

lareglisse:clairefisher:lotusohmbugseatbooksannahinks:

Le fabuleux destin d’Amélie Poulain (2001)

posted on 21.11.09

j-p-g:(via emma.c)

posted on 21.11.09

I sentimenti più dolorosi e le emozioni più pungenti, sono quelli assurdi: l’ansia di cose impossibili, proprio perché sono impossibili, la nostalgia di ciò che non c’è mai stato, il desiderio di ciò che potrebbe essere stato, la pena di non essere un altro, l’insoddisfazione per l’esistenza del mondo.

Fernando Pessoa (via moleskinelife) (via extrasistole) (via clairefisher)

posted on 20.11.09

micronemo:(via eyeslit)

posted on 20.11.09

“Non riesco a visualizzare lucidamente un punto d’arrivo. Ho un piccolo problema di concentrazione. Mi dicono che non esiste la distrazione, esiste solo l’essere attenti a molte cose. Ecco, io sono evidentemente attenta a qualcosa cui non so dare un nome.”

TortinaDiMele (via batchiara) (via clairefisher)

posted on 20.11.09

“Nous ne pouvons vraiment comprendre une chose que si elle nous émeut ou nous choque assez profondément pour atteindre notre subconscient ; les grands écrivains ne sont pas ceux qui nous disent que nous ne devrions pas jouer avec le feu, mais ceux qui nous brûlent les doigts.
We can’t really comprehend something if it doesn’t move us or shock us deeply enough to reach our unconscious; the great writers are not the ones that tell us that we should not play with fire, but those who burn our fingers.”

— Stephen Vizinczey, Vérités et mensonges en littérature. (via msodradek) (via petersantiago) (via tragos)

posted on 20.11.09

lapolaroidiuntuffo:(via iniminiaturale)

posted on 20.11.09

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